Molti modi di essere intelligenti: comprendere il potenziale oltre i DSA

29 gennaio 2026

Intervista a Milena Paoli, gestalt Counsellor, fondatrice e presidente di Liberamente Onlus, un punto di riferimento nell’età evolutiva da quasi trent’anni nella provincia di Treviso.

C’è un momento, nella vita di ogni bambino, in cui il mondo diventa un territorio da esplorare: c’è chi osserva in silenzio, chi tocca tutto, chi si muove senza sosta, chi racconta storie senza fermarsi mai. In questi piccoli gesti quotidiani si nasconde una grande verità educativa: non esiste un solo modo di imparare.


Eppure, nel ritmo serrato della scuola e della vita familiare, quando un bambino incontra una difficoltà scolastica o relazionale spesso sono proprio i genitori a sentirsi spaesati per primi: “Perché fa così tanta fatica?”, “È normale?”, “Cosa posso fare?”. Il rischio è di etichettare il bambino prima ancora di comprendere davvero cosa accade “dietro le quinte” del suo modo di pensare.


Ma cosa succederebbe se provassimo a guardare le difficoltà non come un limite, ma come un segnale? Un indizio prezioso per capire chi è quel bambino, come processa la sua mente e di cosa ha bisogno per sentirsi competente?


È da questa domanda che, nel 1997, nasce Liberamente Onlus, un’équipe multiprofessionale, composta da counsellor, pedagogisti, educatori, psicomotricità e psicologi, che da quasi trent’anni porta nelle famiglie e nelle scuole un messaggio semplice e rivoluzionario: non esiste un unico modo di apprendere, ma molti modi di essere intelligenti. Un approccio che intreccia neuroscienze, pedagogia, relazione d’aiuto e un profondo rispetto per l’unicità di ogni mente.


Abbiamo incontrato Milena Paoli, Gestalt Counsellor, fondatrice e presidente di Liberamente Onlus, per farci raccontare visione, metodo e sfide di un lavoro che ogni giorno restituisce ai bambini qualcosa di prezioso: la possibilità di riconoscere il proprio talento e imparare a usarlo.


Signora Paoli, qual è la missione di Liberamente Onlus?


M.P.:
La nostra missione è promuovere una cultura dell’apprendimento fondata sul riconoscimento degli stili di pensiero e delle potenzialità cognitive. Ogni persona ha un proprio modo di percepire, pensare, imparare.

Il nostro Statuto è molto chiaro in merito e riporta proprio che il nostro lavoro consiste nel sostenere bambini, ragazzi, famiglie e scuole, secondo un orientamento centrato sulla persona e non sulle eventuali diagnosi, per favorire e stimolare la crescita e il potenziamento cognitivo e metacognitivo dei bambini e dei ragazzi in situazione di grave svantaggio per difficoltà di apprendimento, sia in soggetti certificati che non certificati.


La vostra vision parla di un apprendimento che nasce dall’incontro tra mente, corpo ed emozioni. Cosa significa?


M.P.:
Significa riconoscere che la difficoltà scolastica o relazionale non è un limite in sé, ma un segnale di disallineamento tra le caratteristiche cognitive individuali e le richieste del contesto.
La mente elabora le informazioni in modi diversi, mentre l’ambiente scolastico richiede spesso un approccio soprattutto verbale e lineare. Un bambino che non processa in modo verbale e sequenziale ma in modo divergente e associativo, magari attraverso immagini, emozioni o esperienze corporee, può sentirsi “sbagliato” già dalla scuola dell’infanzia.

Quando però viene riconosciuto il suo stile di pensiero e l’adulto sa come sintonizzarsi con la sua mente particolare, tutto cambia: il bambino può sentirsi competente, sperimentare proprie modalità efficaci e diventare protagonista del proprio apprendimento.
Il nostro obiettivo è facilitare questa consapevolezza, integrando tre dimensioni inseparabili:
mente, corpo ed emozioni. Perché non esiste apprendimento senza movimento, senza vissuti emotivi, senza relazione.


Entriamo nella pratica: come funziona il metodo Liberamente?


M.P.:
Il nostro approccio è diverso sin dal primo incontro: non misuriamo il disagio, ma individuiamo
lo stile di pensiero, cioè il modo in cui quella specifica mente processa le informazioni e rappresenta la realtà.
Attraverso osservazioni mirate e un ascolto empatico e che sa guardare “oltre”, cerchiamo gli elementi che possono aver contribuito al disagio e cogliamo le potenzialità da liberare.

Il percorso diventa poi personalizzato in base all’età e all’area da potenziare, tenendo sempre insieme mente, emozioni e corpo.

Da un punto di vista pratico utilizziamo il nostro modello di lavoro originale MetaPlay® - giocare per imparare a vivere che unisce neuroscienze cognitive, psicologia dello sviluppo e educazione esperienziale.

Genitori e insegnanti sono parte integrante del progetto: prevediamo momenti di restituzione, consulenza e formazione per costruire insieme un piano educativo coerente e sostenibile.


Per i bambini più piccoli, quali strumenti utilizzate?


M.P.:
Nella fascia 3–10 anni diamo molta importanza alla
psicomotricità, che consideriamo un linguaggio primario attraverso cui il bambino esplora il mondo.
Il corpo permette di conoscere, regolare le emozioni, costruire sicurezza e consolidare le basi delle competenze cognitive future.
La psicomotricità individuale non è un’attività “preparatoria” alla scuola, ma un vero spazio di crescita globale.


In quali aree intervenite principalmente?


M.P.:
Lavoriamo con ragazzi e bambini che presentano disagio correlato a difficoltà e disturbi di apprendimento, difficoltà di attenzione e iperattività, autismo Asperger, disagio scolastico e relazionale. Facciamo anche orientamento scolastico e motivazionale, sostegno alla genitorialità, formazione per insegnanti e operatori.
Collaboriamo con scuole, servizi territoriali, enti pubblici e realtà del terzo settore.


Se dovesse sintetizzare il vostro obiettivo generale?



M.P.:
Vogliamo costruire un ponte tra scienza e pratica educativa, promuovendo una lettura del disagio scolastico come occasione di conoscenza, crescita e innovazione.
E soprattutto, desideriamo ricordare a genitori e insegnanti una verità semplice ma rivoluzionaria:
non esiste un unico modo di apprendere, ma molti modi di essere intelligenti.

 

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